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La mia vita

La mia vita

Caro Amico, se ti sei perso la prima parte di questo post, puoi leggerla qui –> https://craniosacraleveronicapavan.it/la-condivisione-e-il-vero-regalo/

… Da questo punto cominciano gli effetti nella vita quotidiana.
Nei giorni precedenti al trattamento sentivo l’accumulo di stress e rabbia che non comprendevo da dove venissero, e mi capitava di prendermela con chi in realtà non c’entrava nulla (voi donne mi capite almeno un po’?)

ok, saranno gli ormoni, ma vediamo un po’ cosa è uscito dal vaso di Pandora: situazioni lavorative, familiari, la mamma anziana, la gestione quotidiana di mille cose e tanti problemi.

La rigidità del mio collo mi ricorda che non posso girare agilmente la testa in tutte le direzioni.  Forse non vedo altre soluzioni, se non quello che ho provato io? Giro col paraocchi? Beh, proviamo a guardare a destra e a sinistra, magari troviamo soluzioni che non avevamo mai visto prima. Senza incaponirci. Dai, un po’ di elasticità.

Ci ho dormito sopra la notte, e’ vero che porta consiglio.
La mente non smette di lavorare ma elabora i dati e le informazioni, ci mostra immagini simboliche di ciò che abbiamo vissuto e di come lavora il nostro subconscio. Anche i sogni, e come si dorme, sono cose a cui dare la giusta attenzione: sono i primi segnali del nostro sistema che ci dice che sta lavorando per smaltire le scorie, trovare un nuovo equilibrio, elaborare gli stimoli, e ci manda immagini per comunicare alla nostra parte cosciente.
Sono appassionata di sogni, dovreste scriverveli alla mattina! Invece dell’oroscopo!
Io ho sognato un amico che mi ha dato stimoli e soluzioni alternative da quando lo conosco: una mia risorsa in carne ed ossa. Bene, messaggio positivo e propositivo!

Alla mattina mi sono effettivamente venute alla mente altre soluzioni a cui non avevo mai riflettuto seriamente.
Mi accorgo che l’atteggiamento aggressivo e prepotente nei confronti di queste problematiche sta cambiando.
Mi sembra ora di accettarle come parte integrante della mia vita, ognuno ha la sua croce ed io ho la mia. Ma il peso della croce dipende dall’atteggiamento che abbiamo nei suoi confronti! Se la prendo come una sfida per me, per mettermi alla prova e crescere come persona, come professionista, come donna e soprattutto per imparare a ritagliarmi il mio ruolo nel mondo, e farmi rispettare per quello che sono e che so dare, allora è un piacere provare un’altra strada, tirarsi un po’ indietro e mettere da parte l’ego, osservando da una posizione distaccata e amorevole.
Mi pongo questi obiettivi, per il mio bene e di quelli che mi stanno intorno, faccio un piccolo sforzo volentieri.
Quindi mi viene naturale agire in maniera diversa con la mia famiglia e i collaboratori… anche con mio marito!!  Non c’è stato bisogno di dire molto, ma con il cuore in mano e un po’ di umiltà per riconoscere gli errori, tra noi la sintonia era già diversa, e c’è oggi qualcosa in più che ci lega. Stiamo andando nella stessa strada, adesso.
L’obiettivo e’ quello e noi siamo disposte a metterci in discussione e trasformarci.
Con la mamma anziana continuano le tensioni per i suoi atteggiamenti da bambina capricciosa. Lascio allora spontaneamente il ruolo di figlia piccola e coccolona per quello che è più necessario ora per la stabilità della famiglia. Faccio sentire la mia voce da donna, seria ed arrabbiata, ma comprensiva.
Come la mamma che non ho mai avuto? Boh, da dove mi viene questo istinto? Non sapevo di averlo… sarà venuto fuori come tutti gli altri doni che mi ha fatto il craniosacrale: da me!!! bene, e un’altra risorsa l’abbiamo messa in saccoccia, e per ora la mamma mi ascolta pur di non essere rimproverata (!!!)

Il collo e le scapole però sono ancora doloranti.
Mi accordo con la mia cara collega Annalisa, compagna di un corso sul cuore, con cui si è creato un certo affiatamento. Con lei sento che posso parlare di quello che sta succedendo nella mia vita, i miei nervosi e i cambiamenti.
Allora su mia richiesta lei mi fa una serie di trattamenti per la colonna vertebrale, le spalle, le scapole. Devo dire che già dopo la seconda volta sento dei benefici come meno dolore, meno tensione, riesco a girare la testa a destra e a sinistra.
Mi sento un po’ stanca, credo che questo we mi rilasserò.
Ho capito che il mio corpo mi sta chiedendo un po’ di tempo per me, per dormire e rigenerarmi, per stare qualche momento con me stessa, con le mie sensazioni, e lo assecondo.
I pensieri stanno a poco a poco prendendo forma. Nuove strade da percorrere, nuove prospettive. Questo mi rende allegra e riesco a guardare al futuro da una diversa angolazione. E da qui non è poi tanto male.
Sopratutto ho voglia di prendere il contatto con me, la parte più profonda di me, perché è lì che so che posso ristorarmi. Nel mio corpo.

E mi viene in mente una considerazione: anni fa, quando ancora non conoscevo queste tecniche per la presenza corporea (o di consapevolezza come dicono molti), per me il sentirmi infastidita dal mio corpo (perché avevo dolori addominali cronici, in più non mi piacevo, come tutte le adolescenti) era lo stato naturale dell cose. Dovevo conviverci e mi ci sono adattata, ma vivevo male. Non avevo un posto da abitare, il mio corpo non era la mia casa. Solo nella testa e nei pensieri mi trovavo bene! Quella funzionava velocissima! Ma neanche i pensieri erano felici. Il cervello era condizionato dal corpo.
Ok: dobbiamo comunicare!!!! Ho iniziato ad ascoltare questi messaggi di dolore con comprensione, sono richieste di aiuto in fondo. E con la Biodinamica sto facendo un lavoro dentro di me che non è soltanto fisico, ma mi accorgo che i pensieri cambiano, sono semplicemente futuri più rosei quelli che vedo, perché mi sento meglio e ho più fiducia nelle mie risorse, mi sento più forte e sono più serena. Soprattutto i miei disturbi psicosomatici sono passati, da anni ormai….Io non sapevo si potesse vivere così!!!
Tornare con l’attenzione al mio corpo per sentirmi a “casa”? Era fantascienza. Beh, le cose cambiano!

Il collo sta meglio ma è ancora teso. Sicuramente farò qualche altro trattamento, so che anche il corpo ha bisogno dei suoi tempi. E’ stato costretto ad abituarsi in un modo scorretto per molto tempo, non posso pretendere che in 3 settimane la cosa venga risolta.
Probabilmente sono situazioni che vanno avanti dall’infanzia, o dovuti a traumi che in fondo non sono stati elaborati. E sono rimasti nei tessuti sotto forma di restrizioni. Noi ci affidiamo alla natura e alla saggezza della salute che è sempre viva in noi e lasciamo fare a lei. Il nostro corpo dissiperà man mano quelle restrizioni nel momento in cui saremo pronti a lasciarle andare, non sarà un altro trauma. Sarà naturale e delicato.
Siccome conosco le stagioni e so che per avere un frutto ci sono tutti gli altri passaggi da attendere, ecco porto pazienza, perché siamo solo agli inizi!
PAZIENZA. Parola sconosciuta ai più al giorno d’oggi, in cui pretendiamo il tutto e subito.
Mah, i tempi affannosi di oggi… ci hanno staccato dalla natura delle cose. Bisognerebbe scrivere un elogio alla pazienza, comunque io ci provo. Porto pazienza e coltivo dentro di me questo seme che per sbocciare ha bisogno di nutrimento.
E con un po’ di disciplina e senso di responsabilità per me stessa, i miei cari, e quello che mi gira attorno, farò qualche altra seduta e vi terrò informati. – Veronica