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I tre cervelli dell’uomo

I tre cervelli dell’uomo

Parlando di cervello si pensa subito a quello contenuto nella scatola cranica. Invece negli ultimi decenni gli studi nel campo delle  neuroscienze hanno confermato la presenza di altri due sistemi neuronali molto complessi, indipendenti e collegati tra loro nell’intestino e nel cuore, tanto da farci dire che ogni essere umano in realtà ha 3 cervelli!

ENCEFALO

Il primo cervello è quello che tutti conoscono.

Uno dei modelli più recenti per descriverlo è quello “tripartito” di Maclean: il cervello rettile, responsabile dei comportamenti di sopravvivenza, incluse le risposte istintive di attacco-fuga; il sistema limbico, implicato nelle emozioni superiori, nella motivazione, nella memoria, nell’apprendimento e la neocorteccia, molto sviluppata negli umani, che permette le funzioni cognitive, razionali e dell’autocoscienza.

Secondo MacLean, ognuno di loro è in grado di funzionare “con una certa indipendenza” anche se poi agiscono insieme, come un cervello uno e trino: queste parti si influenzano in modo circolare e reciproco.

Di recente altre ricerche hanno poi dimostrato che il cervello può essere modificato nella sua struttura neurale, grazie alla meditazione (che prima influisce sul comportamento e sull’umore e, a lungo andare, ne cambia la “forma” fisica).

INTESTINO

La rete nervosa presente nel canale intestinale, che comprende esofago e stomaco, può essere ritenuta un vero e proprio cervello per la sua complessità, per il gran numero di neuroni presenti (tra i 200 e i 600 milioni) e per la sua indipendenza dal sistema nervoso centrale.

Invia e riceve segnali da tutto il corpo; produce ben il 95% della serotonina totale sprigionata dall’organismo, l’ormone che regola gli stati d’animo e le loro mutazioni, e persino benzodiazepine (agenti chimici psicoattivi utilizzati anche in farmaci che hanno una funzione sedativa).

Queste informazioni vengono inviate direttamente al sistema limbico del cervello, che ha il compito di rielaborale, ecco perché quando l’intestino soffre noi ne risentiamo anche a livello psichico. Qualsiasi emozione o stress che coinvolga il “primo cervello” influenza inevitabilmente la salute e il benessere del secondo cervello e viceversa.

Quando le emozioni hanno un tratto negativo e sono associate a stati di stress, ansia o paura, allora il cervello invia all’intestino “l’ordine” di rilasciare altra serotonina per gestire il surplus emotivo, ma questo ha delle conseguenze sulla funzionalità dell’apparato digestivo con gonfiori, tensioni addominali, spasmi.

Inoltre lo stress induce una iper-secrezione di acido cloridrico da parte dello stomaco, cosa che può alla lunga provocare infiammazione delle mucose e quindi bruciori, gastrite, persino ulcere.

E’ dunque molto importante cercare di lavorare sul nostro stato emotivo abbassando i livelli di stress e trovando delle valvole di sfogo.

IL CUORE

Anche Il cuore presenta un sistema nervoso che è autonomo rispetto al cervello encefalico, in quanto in grado di generare impulsi in modo indipendente.

Il collegamento del cuore con il cervello, attraverso il sistema ortosimpatico e parasimpatico, è alla base della variazione di frequenza dei battiti che si verifica nelle diverse circostanze.

Ecco perché quando si è emotivamente stressati, o preoccupati, si nota che la frequenza cardiaca aumenta: il sistema nervoso del cuore è strettamente influenzato dalle emozioni, che vengono decodificate dal sistema limbico presente nel cervello.

All’interno del muscolo cardiaco si trovano circa 50.000 neuroni, e vengono sintetizzati e rilasciati diversi tipi di ormoni, gli ormoni natriuretici e l’ossitocina e neurotrasmettitori, come la noradrenalina e la dopamina.

Questo complesso viene definito Sistema Cardiaco Nervoso Intrinseco ed è caratterizzato da circuiti neurologici complessi tali per cui si può parlare di terzo cervello.

IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DEL CUORE

Il cuore, per comunicare con il cervello e il resto del corpo, non dispone esclusivamente dalla sua importante rete neuronale. Questo organo è infatti in grado di generare un Campo Elettromagnetico (generato dalle onde elettriche e in grado di propagarsi con onde magnetiche) di tale entità da superare di 50 volte in ampiezza e di 5000 in intensità quello prodotto dal cervello. Di fatto è il campo elettromagnetico più potente del corpo, in grado di permeare ogni cellula dell’organismo. 

Presenta una ritmicità, quella della frequenza cardiaca, ed agisce come un’onda in grado di trasportare informazioni e di sincronizzare il corpo intero. Ha un diametro che si estende dai due metri e mezzo ai tre metri, con l’asse centrato nel cuore. La sua forma ricorda quella acciambellata di un toro, forma spesso considerata la più unica e primaria dell’universo.

Il campo elettromagnetico trasporta informazioni ed è in grado di influenzare – o meglio ancora in-formare (nel senso letterale di “dare forma”)- le attività dell’organismo.

Le emozioni, però, incidendo sul battito cardiaco, influenzano anche il campo elettromagnetico.

Le emozioni negative, come rabbia, frustrazione e paura sono associate ad un ritmo irregolare, disordinato, mentre le emozioni positive, come amore, meraviglia e gratitudine sono associati ad un battito lento, ritmico e anche ad un campo elettromagnetico più ordinato.

Quando il ritmo cardiaco è regolare, soprattutto a seguito del persistere di emozioni positive, il suo modello ondulatorio sinusoidale va ad organizzare in modo più armonioso il campo elettromagnetico.

Questa condizione, nel complesso, viene definita Coerenza Psicofisiologica: a livello fisiologico si verifica una maggior efficienza ed armonia, una ridotta percezione dello stress e maggiore chiarezza a livello mentale e un migliore equilibrio emotivo.

LA RISONANZA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI

l campo elettromagnetico del cuore si estende fino a 5 metri di distanza. Questo fa sì che i campi elettromagnetici di persone vicine si possano influenzare vicendevolmente. Quanto più una persona raggiunge quella che è definita Coerenza Psicofisiologica tanto più è probabile che si verifichi una sincronizzazione tra le sue onde cerebrali e la frequenza cardiaca di chi gli sta vicino.

Nella pratica della Biodinamica Craniosacrale, l’operatore entra in uno stato meditativo, di centratura e attenzione al suo cuore, creando un campo di coerenza, accogliente e amorevole in cui per l’effetto della risonanza il cliente può scivolare lentamente e naturalmente in uno stato di “quiete” in cui si attivano i processi di guarigione.

L’operatore, portandosi in uno stato interiore di quiete dinamica, educa i propri sensi, in particolare quello tattile, per condursi dentro la struttura del corpo che gode di una propria intelligenza e memoria, utilizzando le mani  come delle antenne.

Fonte Institute for Hearthmath (Istituto per la Matematica del Cuore)